Seminario di teatro di Dario Fo e Franca Rame

Nella settimana passata, Alcatraz si è vista in stato d’allarme da creatività torrenziale. I giorni sono volati in un attimo a rincorrere più di 100 attori teatrali che vogliono salvare il mondo.
Nonostante l’indiscussa eccellenza degli insegnanti, tutti i presenti sono rimasti nuovamente stupiti dalla freschezza, la forza e la nobiltà d’intenti che può animare gli esseri umani.
Pare che tutti partecipanti, rientrando a casa, si siano presi oneri bizzarri e salvifici. Molti hanno portato la nonna a spasso, alcuni hanno pulito l’acqua del Tevere con i colini, certuni hanno spedito tutto il petrolio e i petrolieri su marte, talaltri hanno convinto i carciofi a fidarsi del prossimo ed a rendere morbide anche le foglie esterne.
Che atto generoso che è quello di seguire i propri talenti e quasi ringrazio il creativo precariato.
I corsisti hanno imparato a parlare bene, respirare, cantare e guardare nella direzione giusta, ma soprattutto hanno appreso che è bello fare le cose benissimo, non perdere tempo e che anche queste giornate autunnali sono stupende perché fanno venire voglia di migliorarle.
Sempre più spesso il tempo passato ad Alcatraz tende a diventare un amuleto magico.