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Seminolate: Esplosione creativa nella Libera Repubblica di Alcatraz

Qui trovate tutte le dirette dell'11-14 novembre. 

L’inimmaginabile si è realizzato ancora! Cose da Alcatraz… Lo sappiamo bene che è un bel posto, ma tutte le volte ci stupiamo come fosse la prima. E chi se sarebbe aspettato che cantautori, baristi, pittori, ingegneri, musicisti, disadattati, premi nobel e ippopotami variopinti potessero collaborare in modo cosi’ insperatamente naturale: creare, mangiare, ridere, abbracciarsi, cantare e rilassarsi in acqua calda in piena armonia. Solo oggi, a freddo, mi sono accorta che non c’e’ stata un minimo di competizione! Questo significa che in quei giorni quella brutta inimicatrice non ci è passata neppure per l’anticamera del cervello. Cose da Alcatraz… Tutti e dico tutti (e se volete, lo ripeto pure qui tra parentesi: TUTTI) hanno contribuito, anzi cosa dico, sono stati fondamentali per la riuscita di quest’anteprima di paradiso tra le rosse colline umbre. Ognuno ha combinato il meglio della propria arte con grosse dosi di empatia, umiltà e coinvolgimento. Un equilibrio perfetto ci ha reso tutti uguali. 

Il risultato è: un teatrino di marionette con sceneggiatura pronta, quattro monologhi teatrali, un numero indefinito di canzoni e ballate, una storia a fumetti, un cartone animato, un documentario storico, un romanzo e diverse ricostruzioni culturali. Il tutto di una qualità indiscutibile e rigorosamente inerente alla stupenda vicenda Seminole.

E non è finita, i laboratori sono ancora attivi e tutti possiamo partecipare.

Vedere compiersi  in due giorni tanti progetti che sembravano irrealizzabili fa crescere la speranza di migliorare le cose!

Intanto il cielo clemente ci ha preservato dalle intemperie regalandoci miti brezze autunnali che accompagnavano il nostro sguardo a riposare lungo il perimetro delle colline gialle e rosse che imitano i notturni bivacchi Seminole. Ops, mi è scappata la poesia.

 

Incontro con Billy, l'alligator wrestler

 Come quasi tutti I Seminole, anche Billy Walker ha le mani piccole, le sue pero’ sono muscolosissime, piene di cicatrici e tatuate. Hai presente il muscolo tra pollice ed indice? Ecco, il suo e’ grande come un mandarino. Infatti, lui ci cattura gli alligatori selvatici dell’inospitale swamp con quelle manine. Nonostante mi sforzi per trovare la giusta parola che lo descriva fisicamente nell’insieme, mi viene solo da dire che e’ una vera bestia. Le gambe ed i piedi sono magri, muscolosi e proporzionati, tanto che sembrano appartenere ad una persona normale, pero’ non usando mai le scarpe, ha i piedi cingolati. Lui con quei piedini ci cammina nella sawgrass, l’erba che tagliava le scarpe dei soldati americani. Non so se rendo. Il busto e’ lungo, largo, grasso e muscoloso, le braccia sono segnate dai morsi degli alligatori e dai graffi dei riti di purificazione. Ci ha spiegato che in base alla quantita’ di sangue che versa sulla terra graffiandosi durante la green corn dance potra’ cacciare piu’ o meno animali, mantenendo cosi’ l’equilibrio con la natura. Non vuole assolutamente indisporla.

All’interno di questa massa nerboruta ci sono un cuore d’oro e una mente raffinatissima.

Siccome non vuole che la sua gente s’ammali di diabete e ipertensione mangiando le schifezze che compra al supermercato, lui va nella foresta a cacciare i cervi con arco e frecce (sua nonna gli ha detto di usare il meno possibile la polvere da sparo perche’ fa impazzire). Poi pulisce l’animale da solo infilando il pugno tra la carne e la pelliccia e lo porta ai suoi perche’ lo cucinino. Ne usa ogni parte facendo attenzione che non ne venga sprecato niente: carne, ossa, tendini e denti. Ogni parte e’ impiegata in qualcosa di utile. Alla faccia degli animalisti vegetariani contrari alla caccia che mangiano uova di galline sventurate e carcerate.

E per finire Billy studia per diventare uno sciamano, conosce i canti che ricuciono le ossa, chiudono le ferite e scacciano gli incubi.

SOGNI D’ORO CITTADINI!

 

Cronache d'oltreoceano: i Seminole della Florida

 Finalmente nella macchia fitta dei grattacieli abbiamo avvistato il primo Seminole. Anzi, lui e’ venuto a scovarci direttamente nel nostro Fort Dement.

La fama d’accoglienza che precede questo popolo e’ veritiera. Abbiamo sovraccaricato il nativo di domande e lui ha soddisfatto ogni nostra curiosita’ nel limite di quanto gli e’ consentito dalla tribu’. Abbiamo visitato il suo chikee appena riadeguato al secolo: la paglia e’ stata sostituita da cemento e pareti di vetro termico a soffietto che tengono bene la temperatura dell’aria condizionata, cucina superlusso con isola americana tutta cromata, bagno con maioliche italiane, parquet, divani che bastano per tutta la tribu’ e un televisore schermo piatto che non si misura in pollici ma direttamente in bufali.

Le mani piccole del grande uomo completavano i racconti ricchissimi di una mente curiosa e raffinata da una grande coscienza antropologica. Il luogotenente Rordorf ed io pendevamo dalle sue labbra con gli occhi lucidi e la pelle d’oca mentre egli ci confermava tutte le teorie che ci avevano spinto a questi lidi aggiungendovi un’anima di magia e mistero.

L’incontro con l’esploratrice Patricia Wickman e’ stato ancora piu’ illuminante di quanto potessimo immaginare. I suoi commoventi racconti ci hanno costretto a interrompere i colloqui per asciugarci le lacrime.

Nella riserva tribale di Big Cypress abbiamo conosciuto Maryjene, una donna Seminole i cui occhi sembrano amuleti di ambra che non ha voluto farsi intervistare vicino alle teche dei serpenti perche’ questi hanno una forte medicina negativa e non fanno bene alla salute.

Questa gente continua a dire, oggi come ai tempi di Osceola, che non volevano la guerra, che Dio e’ uno per quanti nomi si possa dargli e che bisogna avere cura della terra affinche’ essa abbia cura di noi.

Quanta saggezza, quanta forza e quanta poesia.

Dalle paludi dell’afosa Florida vi mandiamo i piu’ cari auguri che v’arriveranno coi primi raggi del sole che ora s’appoggia purpureo tra i cipressi e le querce bianche.

 

Missione Seminole!

Etnocuriosi cittadini!

Vi scrivo dalla remota ed esotica Florida dove la ministra dell'Arte e io siamo venute in missione speciale per salvare il mondo!

La Florida ospita infatti oltre ad alligatori, serpenti sonagliuti, leoni senza criniera e cammelli senza gobbe, anche gli indiani Seminole!

Qyesta popolazione straordinaria e' la risultante di:

-popolazioni invicte ed indigene che resistono da diecimila anni in barba all'influenza, Cristoforo Colombo e i grassi idrogenati.

-gli schiavi africani piu' libertini ed intelligenti che scappavano dalle piantagioni della Georgia nel XVII secolo per fare l'amore sulle spiagge della Florida.

-tutti quegli indiani che al nazionalismo preferivano godersi la vita e se ne andavano nelle foreste a mischiare il loro sangue con nuovi amici di ogni colore.

-alcuni europei audaci e romantici recentemente mollati dalla fidanzata.

- le tartarughe ninja.

Nel 1700 erano descritti come gli esseri piu' belli, forti ed aggrazziati mai visti prima. E nessuno li sconfisse mai definitivamente!

SONO DIVENTATI RICCHISSIMI!!

Oggi se nasci seminole hai gia' l'universita', la casa e l'idraulico pagati! Continuano tutt'oggi a battere l'uomo bianco a suon di tabacco e casino'!

HANNO VINTO I BUONI!!!

Ci piacciono talmente che ora vogliamo sapere tutto di loro e poiorganizzare il materiale con le teste piu' interessanti del bel paese in un incontro ad Alcatraz dall'11 al 14 novembre con Jacopo Fo, Dario Fo, Franca Rame, Stefano Benni, Paolo Rossi, Tony Esposito, Sergio Laccone e molti altri.

Durante la nostra professionalissima ricerca antropologica vi terremo informati con delle trasmissioni eccezionali su www.livestream.com/alcatrazindiretta

Ma ora l'indio morfeo ci invita a riordinare le idee nel sonno ristoratore. E mentre il caimano latra al centro di Miami... le alte cariche dello stato si accingono a comunicare col loro spirito guida del crepuscolo.

Vi AUG-URIAMO una buona notte!